Trasformare la pittura in scultura, restituire volume agli oggetti che Giorgio Morandi aveva ridotto a pura forma bidimensionale: è l'operazione al centro di "Remembering Morandi", il progetto inedito che William Kentridge presenta per la prima volta al pubblico nella Sala Stirling di Palazzo Citterio a Milano, dal 6 febbraio al 5 aprile 2026.
Accanto alle sculture in cartone che reinterpretano bottiglie, vasi e contenitori delle celebri nature morte morandiane, l'artista sudafricano propone la videoinstallazione sonora "More Sweetly Play the Dance". Un doppio intervento che dialoga idealmente con le opere del maestro bolognese conservate proprio a Palazzo Citterio, cuore delle collezioni Jesi e Vitali.
La mostra, curata da Vincenzo Trione, fa parte del programma "Metafisica/Metafisiche" realizzato in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026.
Un Morandi al contrario
«Ho sempre amato e apprezzato Giorgio Morandi fin dal primo momento che, da studente d'arte, circa cinquant'anni fa, mi sono imbattuto nel suo lavoro – racconta William Kentridge. Per me Morandi, insieme a Jean-Baptiste-Siméon Chardin e Philip Guston, sono i maggiori esponenti della natura morta».
L'artista spiega la genesi del progetto: «Con Remembering Morandi ho voluto creare un "Morandi al contrario", ovvero ridare tridimensionalità agli oggetti reali, siano essi bottiglie o vasi, che Morandi aveva scelto di dipingere, e trasformarli nuovamente in una scultura».
Un'inversione del processo creativo morandiano: dove il pittore bolognese traduceva oggetti tridimensionali in superfici pittoriche silenziose, Kentridge compie il percorso inverso, restituendo corpo e presenza fisica a quelle forme.
Silenzio morandiano ed esplorazioni intermediali
La Sala Stirling accoglie due esperienze complementari. L'immersiva videoinstallazione sonora "More Sweetly Play the Dance" crea un ambiente avvolgente, mentre le sculture in cartone occupano lo spazio con la loro presenza discreta, evocando le "silenti costruzioni morandiane".
«Il complesso intervento di William Kentridge – osserva il curatore Vincenzo Trione – si articola in due stazioni: un'immersiva videoinstallazione sonora e una sequenza di sculture in cartone, che reinterpreta poeticamente le nature morte di Morandi. Un'ipotesi per avviare un dialogo ideale con le opere metafisiche del maestro bolognese conservate a Palazzo Citterio. E, insieme, un modo per porre in risonanza le silenti costruzioni morandiane con le esplorazioni visionarie di un grande artista contemporaneo, impegnato a porre in tensione storia, memoria, attesa, temporalità e media».
Kentridge, riconosciuto a livello mondiale per le sue esplorazioni intermediali, riflette sulla poetica morandiana attraverso un linguaggio che intreccia staticità, silenzio e percezione del tempo. L'installazione trasforma memoria e ritmo in materia visiva tangibile.
Le collezioni Jesi e Vitali
La scelta di Palazzo Citterio come sede dell'intervento non è casuale. Qui si trova quella che Angelo Crespi, Direttore Generale della Grande Brera, definisce «forse la più significativa teoria di opere» morandiane, «raccolte grazie alla lungimiranza di due collezionisti come Emilio Jesi e Lamberto Vitali, amici e sostenitori del pittore bolognese fin dagli esordi».
Il dialogo tra le sculture di Kentridge e i dipinti storici crea un cortocircuito temporale: l'omaggio contemporaneo si specchia nelle opere originali, generando risonanze inattese.
Morandi: pittura pura e tensione metafisica
Angelo Crespi inquadra Morandi nella storia dell'arte italiana: «Sulla scorta di Roberto Longhi credo che Giorgio Morandi sia l'esponente più importante dell'arte italiana del Novecento, o almeno uno dei due o tre artisti capaci di riportare nel moderno la grandiosità dell'antico».
«Ed è perfetto per rappresentare il titolo della mostra di Milano, "Metafisica/Metafisiche" – prosegue il direttore – essendo egli stato, da principio, strettamente un metafisico e, in seguito, solitario viandante su un sentiero, scabro ed essenziale, che bordeggiava profondità comunque metafisiche».
«La vita di Morandi fu una elegia luminosa – aggiunge Crespi – le sue celebri bottiglie, i paesaggi inameni, o i fiori di stagione, secondo Longhi, furono pretesti per esprimere sé stesso proprio in una "forma", ben sapendo che non si esprime se non il sentimento. Ed in questa tensione alla "pittura pura" è maestro assoluto».
«Non mi ha dunque mai sorpreso che un grande artista contemporaneo come William Kentridge potesse trarre ispirazione da tanta materia etica prima ancora che estetica, cioè da un approccio sommamente esistenziale nella sua purezza».
Vent'anni di dialogo con Morandi
Il confronto tra Kentridge e Morandi ha radici profonde. Nel 2001 l'artista sudafricano realizzò "Medicine Chest", film d'animazione oggi esposto a Palazzo Reale insieme ai disegni a carboncino "Medicine Chest (Portrait of a Man)", "Drawing for Medicine Chest (Empty Pool)" e "Medicine Chest (Cat and the Bird)".
Il lockdown del 2020-2021 divenne occasione per un nuovo approfondimento: nacque la serie di fotoincisioni "Eight Vessels". Il progetto per la Sala Stirling rappresenta il culmine di questa riflessione ventennale, la sintesi più compiuta di un dialogo artistico che attraversa i decenni.
Ferrara 1917: dove tutto ebbe inizio
L'installazione di Kentridge si colloca nel contesto più ampio della mostra "Metafisica/Metafisiche". Vincenzo Trione ricostruisce la nascita del movimento: «1917. Ferrara, "la città delle cento meraviglie". Presso l'ospedale psichiatrico Villa del Seminario, Giorgio de Chirico si ritrova insieme con il fratello Alberto Savinio, con Carlo Carrà e con Filippo de Pisis. Da metà aprile a metà agosto: in quei quattro mesi nasce la scuola metafisica».
Un quasi-movimento di solitari accomunati dalla paura della guerra, decisi a portarsi oltre i miti progressisti, a interrogare memorie lontane, a riaffermare tradizione e storia dell'arte. Giorgio Morandi si unì poco dopo, realizzando tra il 1918 e il 1919 nature morte intrise dell'immaginario metafisico.
Un progetto su quattro musei
Metafisica/Metafisiche, promossa dal Ministero della Cultura e dal Comune di Milano, coinvolge quattro grandi istituzioni. A Palazzo Reale la mostra "Modernità e malinconia" riunisce oltre 400 opere – dipinti, sculture, fotografie, disegni, design, plastici architettonici, fumetti, riviste, video, vinili – provenienti da più di 150 istituzioni pubbliche e private, con la collaborazione della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, del Museo Morandi, dell'Archivio Alberto Savinio e dell'Archivio Carlo Carrà.
Al Museo del Novecento, negli Archivi Ettore e Claudia Gian Ferrari, un approfondimento sul legame tra Metafisica e Milano. Alle Gallerie d'Italia in Piazza Scala, le fotografie di Gianni Berengo Gardin dedicate all'atelier bolognese di Morandi.
L'eredità metafisica: da Dalí ai Pink Floyd
La Metafisica ha attraversato il Novecento lasciando tracce ovunque. «Per una cabala impossibile da prevedere – scrive Trione – i pittori metafisici sono diventati padri involontari di larghe regioni delle arti del XX e del XXI secolo».
Piazze deserte, statue enigmatiche, ombre senza origine hanno ispirato generazioni di artisti: da Mario Sironi a René Magritte, da Salvador Dalí a Andy Warhol, da Mimmo Paladino a Francesco Vezzoli. La disseminazione ha toccato architettura (Aldo Rossi, Gio Ponti, Frank Gehry), fotografia (Mimmo Jodice, Gabriele Basilico), moda (Giorgio Armani, Fendi), cinema (Paolo Sorrentino, Tim Burton) e musica (Genesis, Pink Floyd).
Alberto Arbasino sintetizzò: «Metafisica è una delle pochissime conquiste intellettuali e dimensioni dello spirito promulgate negli ultimi due o tre secoli nel Bel Paese, e malgrado il Bel Paese offerte al patrimonio di tutti».
Racconti della Metafisica: il public program
Da febbraio a giugno 2026, Electa e il Museo Nazionale di Fotografia – MUNAF propongono "Racconti della Metafisica", programma di visite guidate speciali con il curatore Vincenzo Trione e conversazioni "a due" nella Sala Incontri (allestita da Kartell).
Visite guidate a Palazzo Reale con Trione:
- 5 marzo, ore 19:00
- 9 aprile, ore 19:00
- 14 maggio, ore 19:00
Conversazioni:
- 22 febbraio, ore 17:30 – "Una cabala impossibile": Vincenzo Trione con Francesco Vezzoli
- 22 marzo, ore 12:00 – "«Chi è lei?» «Sono l'anima errante»": Elena Stancanelli con Vittorio Lingiardi
- 17 maggio, ore 12:00 – "Nulla di più astratto del reale": Elio Grazioli con Paolo Ventura
- 7 giugno, ore 12:00 – "«Cosa amerò se non l'Enigma?»": Chiara Alessi con Stefano Bartezzaghi
Prevista anche una visita guidata speciale con Trione che collega l'installazione di Kentridge alle mostre delle Gallerie d'Italia e del Museo del Novecento. Ulteriori appuntamenti al MUNAF di Cinisello Balsamo.
Prenotazioni: www.adartem.it | Tel. 02 6597728 (lunedì-venerdì, 9:00-13:00 / 14:00-16:00) | prenotazioni@adartem.it. Biglietti visite e talk: 20 euro, incluso ingresso mostra.
Il catalogo: 608 pagine sulla Metafisica
Il volume edito da Electa accompagna l'intero progetto espositivo. Curato da Vincenzo Trione, conta 608 pagine e circa 480 illustrazioni, con un lemmario di 54 voci firmate da storici dell'arte, filosofi, scrittori e studiosi dei media.
«Basta entrare in molti musei, guardare certi film, osservare tanti edifici, assistere a qualche sfilata, seguire i concerti di diverse rockstar, divertirsi con alcuni videogame o fare zapping tra videoclip – scrive Trione nell'introduzione – la Metafisica è ovunque, simile a un orizzonte infranto, i cui detriti riemergono un po' dappertutto. Basta immaginare uno spazio disabitato, silente e attraversato da ombre incongrue, per far affiorare sempre la stessa parola: metafisica!»
Al bookshop anche la guida all'esposizione di Palazzo Reale (112 pagine, 170 illustrazioni, edizione bilingue italiano-inglese, 15 euro).
Vincenzo Trione: il curatore
Professore ordinario di Arte e media e di Storia dell'arte contemporanea alla IULM di Milano, Vincenzo Trione è stato presidente della Scuola dei beni e delle attività culturali. Dirige la rivista "Zona critica" e scrive per il "Corriere della Sera".
Curatore del Padiglione Italia alla LVI Biennale di Venezia (2015), dirige l'Enciclopedia Treccani dell'Arte Contemporanea. Studioso di de Chirico – suoi "Atlanti metafisici" (2005) e "Giorgio de Chirico. Le città del silenzio" (2009) – ha pubblicato per Einaudi "Contro le mostre" (con Tomaso Montanari, 2017), "L'opera interminabile" (2019), "Artivismo" (2022), "Prologo celeste. Nell'atelier di Anselm Kiefer" (2023, Premio Viareggio-Rèpaci) e "Rifare il mondo. Le età dell'avanguardia" (2025).

Informazioni pratiche
Mostra: Metafisica/Metafisiche. William Kentridge. More Sweetly Play the Dance and Remembering Morandi
Curatore: Vincenzo Trione
Sede: Palazzo Citterio, Sala Stirling, Via Brera 12, Milano
Periodo: 6 febbraio – 5 aprile 2026
Orari: martedì-domenica, 8:30-19:15 (ultimo ingresso 18:00)
Biglietti: intero 12 euro, ridotto 8 euro
Web: palazzocitterio.org
Catalogo Electa: Metafisica/Metafisiche. Modernità e malinconia, 608 pp., circa 480 ill., 20x25 cm, 60 euro, ISBN 9788892828766
Guida: 112 pp., 170 ill., ed. ita-eng, 15 euro
Promosso da: Ministero della Cultura, Comune di Milano
Produzione: Palazzo Reale, Museo del Novecento, La Grande Brera-Palazzo Citterio, Gallerie d'Italia, Electa
Partnership: Grande Brera, GNAM, Intesa Sanpaolo
Collaborazioni: Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, Museo Morandi, Archivio Alberto Savinio, Archivio Carlo Carrà, MUNAF
Sponsor tecnico: AON
Con il supporto di: Coop Lombardia, Rinascente
