L'Ambrosiana vola: da 60mila a 500mila visitatori in quattro anni

Da 60.000 a quasi 500.000 visitatori in soli quattro anni, con un incremento superiore al 50% rispetto al 2024 e il terzo bilancio consecutivo in positivo: sono i numeri che raccontano la trasformazione della Pinacoteca Ambrosiana di Milano, il museo più antico della città che si è reinventato senza perdere la propria identità.

Il metodo Ambrosiana

Dietro questi risultati non c'è un miracolo, ma un metodo. Lo spiega Antonello Grimaldi, Segretario Generale della Veneranda Biblioteca Ambrosiana: «È il frutto di una gestione della cultura manageriale ed inclusiva, non elitaria ed autoreferenziale. Una gestione che si basa su pilastri fondamentali: preservare, valorizzare, innovare e comunicare, sempre all'insegna della sostenibilità finanziaria, culturale e sociale. Tutto questo all'insegna di uno spirito di appartenenza che contraddistingue l'operato di tutto il mio staff».

Numeri e visione

Andrea Canova, Presidente della Congregazione dei Conservatori, guarda oltre le cifre: «Gli ottimi risultati ottenuti nell'anno che finisce ci fanno ben sperare per il prossimo, ma non ci dobbiamo accontentare dei numeri: è necessario preparare e mettere in pratica un progetto culturale adeguato alla storia della nostra istituzione, che sia in grado di comunicare a un pubblico sempre più ampio con la ricchezza del suo patrimonio».

E aggiunge: «Non trascureremo le domande profonde che arrivano da Milano e dal mondo che ci circonda: la nostra città vive un periodo di grande notorietà e attira l'attenzione universale, però soffre di una rappresentazione spesso troppo superficiale. L'Ambrosiana deve colmare, collaborando con le altre realtà culturali, un vuoto di pensiero e di cuore».

Arte contemporanea nel museo più antico

Il 2025 ha visto l'Ambrosiana aprirsi con decisione all'arte contemporanea. Caso emblematico la mostra di Pietro Terzini: oltre 35.000 visitatori in meno di 25 giorni nella sala del Foro Romano. Un successo costruito sulla libertà artistica totale concessa all'artista, con Grimaldi nel ruolo dichiarato di "non curatore".

Il dialogo tra antico e contemporaneo prosegue con la mostra diffusa "Classical Collapse" di Nicola Samorì, l'esposizione di Filippo Sorcinelli – lo stilista che ha vestito gli ultimi tre Papi – e il confronto tra la canestra di Jago e la celebre Canestra del Caravaggio.

Accessibilità e comunicazione

Le aperture straordinarie a 3 euro, i concerti di musica classica, la partecipazione a Bookcity, Museo City, Orticola e Open House hanno ampliato il pubblico. Sul fronte della comunicazione, l'Ambrosiana ha affiancato ai canali social un podcast dedicato alla collezione e video in lingua dei segni LIS.

Leonardo nel mondo

Il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci ha viaggiato fino in Giappone: quattro disegni sono stati esposti a rotazione al Padiglione Italia di Expo 2025 Osaka nell'ambito del progetto "Milano e Leonardo", realizzato dal Comune di Milano con il finanziamento del Ministero del Turismo. Fino al 12 gennaio 2026 altri fogli sono visibili all'Osaka City Museum of Fine Arts nella mostra "Atlante Farnese and the Treasures of the Italy Pavilion from the Expo 2025 Osaka".

In Italia, tre fogli del Codice sono esposti per la prima volta in un ateneo universitario con "Leonardo alla IULM", visitabile gratuitamente fino a marzo 2026.

Cosa aspettarsi nel 2026

L'anno nuovo si apre con il riallestimento dell'atrio d'ingresso, necessario per accogliere il crescente flusso di visitatori. Dopo la chiusura della mostra di Nicola Samorì a marzo, la sala del Cartone di Raffaello ospiterà le opere di Sidival Fila, frate francescano e artista che lavora con materiali di recupero.

In primavera arriva "Remake", progetto realizzato con la Fondazione Rava: detenuti di alcuni penitenziari italiani e donne del carcere della Giudecca di Venezia realizzeranno disegni ispirati al Cartone di Raffaello, assemblati poi in un'opera a grandezza naturale.

A maggio la sala del Foro Romano accoglierà il tape artist No Curves, proseguendo il filone di mostre pop e gratuite.

Ambrosiana Vola

Quattro secoli di storia, uno sguardo al futuro

La Veneranda Biblioteca Ambrosiana – prima biblioteca europea aperta al pubblico, museo più antico di Milano e Accademia fondata nel 1620 dal Cardinal Federico Borromeo – continua a essere un punto di riferimento per la città.

«Sono un manager prestato al mondo della cultura – conclude Grimaldi. Diceva Buñuel che i buoni risultati sono quanto di più pericoloso possano capitare ad un uomo, perché lo porta a credere di essere infallibile, e questo è il principio dell'illusione. Ritengo che in Ambrosiana si possa fare sempre di più e meglio».

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