Roma celebra i maestri delle Marche: prorogata la mostra con i capolavori di Ancona

Il successo ha superato ogni previsione, tanto da spingere i Musei Capitolini a prolungare l'apertura fino al 31 agosto 2025. La straordinaria esposizione "Tiziano, Lotto, Crivelli e Guercino. Capolavori della Pinacoteca di Ancona" continua a incantare il pubblico romano presso Palazzo dei Conservatori, registrando un affluenza record di oltre 168mila visitatori dal 26 novembre 2024.

L'iniziativa, che inaugura le celebrazioni culturali del Giubileo 2025, porta nella Capitale una selezione eccezionale di sei opere d'arte sacra provenienti dal patrimonio marchigiano, testimoniando il ruolo di Ancona come crocevia di culture e committenze artistiche tra Rinascimento e Barocco.

Un viaggio attraverso cinque secoli di arte italiana

L'allestimento presso il Palazzo dei Conservatori presenta un percorso cronologico che abbraccia oltre due secoli di produzione artistica, dalle innovazioni del tardo Trecento fino alle evoluzioni seicentesche. Ogni opera racconta non solo la maestria dei singoli artisti, ma anche la ricchezza di una città, Ancona, che seppe attrarre e ispirare alcuni dei più grandi nomi della pittura italiana.

Il viaggio inizia con Olivuccio Ciccarello e la sua Circoncisione di Gesù Bambino (1430-1439), testimonianza preziosa del rinnovamento artistico anconetano tra Trecento e Quattrocento. L'opera, originariamente parte di un trittico, mostra la complessità narrativa del Gotico fiorito attraverso un'architettura religiosa rappresentata simultaneamente dall'esterno e dall'interno, popolata da una folla di personaggi tra colonnine elaborate e capitelli variegati.

Crivelli e l'arte dell'ornamento

Proseguendo nel percorso temporale, i visitatori incontrano il raffinato universo di Carlo Crivelli attraverso la sua Madonna col Bambino (1480), autentico gioiello della collezione anconetana. Quest'opera rappresenta il culmine della stagione "crivellesca" nelle Marche, caratterizzata da una sintesi unica tra aggiornamento formale e tradizione decorativa medievale.

La piccola tavola, rinvenuta fortunosamente in un armadio della sacrestia di San Francesco ad Alto, svela la maestria del pittore veneto nell'uso dell'oro e dei dettagli simbolici. Il manto della Vergine, dipinto con vere foglie d'oro e impreziosito da perle e rubini, dialoga con una ricca simbologia cristiana: dal cardellino della Passione alla noce dell'Incarnazione, fino alle mele del peccato originale e al cetriolo della Resurrezione.

Lotto: l'emozione del colore veneto

L'intensità emotiva raggiunge il suo apice con la Pala dell'Alabarda di Lorenzo Lotto (1539), capolavoro della maturità del pittore veneziano commissionnato da Simone di Giovannino Pizoni per la chiesa di Sant'Agostino. L'opera rivela la straordinaria capacità di Lotto di tradurre in immagini i sentimenti più profondi, utilizzando il linguaggio simbolico per raccontare anche le tensioni politiche del tempo.

I riferimenti alla violenza presenti nell'iconografia - dal martirio delle undicimila vergini all'alabarda capovolta simbolo di cessata ostilità - sono stati interpretati come eco dei drammatici eventi del 1532, quando Ancona fu conquistata militarmente dalle truppe papali. La pala, completata originariamente da una cimasa e da una predella raffigurante il Corteo di sant'Orsola, rappresenta uno dei vertici dell'arte veneta nelle Marche.

Tiziano: il genio precoce e la maturità espressiva

Il cuore pulsante dell'esposizione è rappresentato dai due capolavori di Tiziano Vecellio, che testimoniano l'evoluzione artistica del maestro cadorino nell'arco di quasi quarant'anni. La Pala Gozzi (1520) assume un valore storico eccezionale essendo la prima opera firmata e datata dall'artista, realizzata quando aveva poco più di trent'anni.

Commissionata dal mercante di Dubrovnik Luigi Gozzi, attivo tra Venezia e Ancona, l'opera segna l'ingresso di Tiziano nel prestigioso mercato delle pale d'altare. La composizione, che mostra letteralmente Venezia sullo sfondo attraverso il campanile di San Marco e Palazzo Ducale, rivela la consapevolezza geografica e culturale del pittore. La tecnica innovativa e l'uso rivoluzionario del colore anticipano gli sviluppi che caratterizzeranno l'intera produzione tizianesca.

Un elemento di straordinario interesse è rappresentato dai disegni preparatori visibili sul retro della tavola: schizzi a pietra nera con profili femminili e studi per il Bambino che offrono uno sguardo privilegiato sul processo creativo del maestro.

La drammatica bellezza della Crocifissione

A distanza di quasi quattro decenni, la Crocifissione (1558) mostra un Tiziano maturo che affronta per la prima volta il tema della Passione di Cristo. Realizzata per Pietro Cornovi e la chiesa di San Domenico, l'opera si distingue per l'ambientazione notturna e per la concezione drammatica della scena.

L'innovazione tecnica raggiunge qui livelli straordinari: la pennellata larga e pastosa, che Vasari definiva "fatta di macchie", assorbe la tridimensionalità delle forme creando effetti di luce di straordinaria modernità. Il punto di vista ribassato priva la scena di riferimenti spaziali convenzionali, concentrando l'attenzione sulla sofferenza del Cristo e sul dolore dei personaggi circostanti.

Guercino e la spiritualità seicentesca

L'itinerario si conclude con l'Immacolata Concezione di Guercino (1656), opera che testimonia l'evoluzione della sensibilità religiosa nel pieno Seicento. Commissionata dal nobile Carlo Antonio Camerata per la propria dimora anconetana, la pala si discosta dall'iconografia tridentina più rigida per abbracciare una spiritualità più intima e contemplativa.

L'artista centese costruisce un'immagine di straordinaria bellezza, dove la figura della Vergine si staglia contro un paesaggio marino che potrebbe rappresentare la baia di Ancona. La luce modulata e la tecnica morbida rivelano l'influenza degli scambi culturali europei, in particolare il contatto con Velázquez durante il suo soggiorno italiano del 1629.

Roma e Ancona: un dialogo culturale secolare

L'esposizione ai Musei Capitolini non rappresenta solo un'occasione per ammirare capolavori normalmente conservati ad Ancona, ma illustra anche i profondi legami culturali tra la Capitale e la città marchigiana. Questi rapporti, consolidatisi a partire dal 1532 quando Ancona entrò definitivamente nello Stato Pontificio, si riflettono nelle scelte artistiche e nelle committenze che caratterizzarono la città adriatica.

La presenza di opere degli stessi autori nella Pinacoteca Capitolina - dal Battesimo di Cristo di Tiziano alla Santa Petronilla di Guercino - crea un dialogo suggestivo che arricchisce la comprensione dell'arte italiana tra Rinascimento e Barocco. L'assenza dai musei romani di "primitivi" come Olivuccio di Ciccarello e di maestri come Crivelli rende questa esposizione ancora più preziosa per il pubblico della Capitale.

Un ponte verso il futuro

L'iniziativa si inserisce in un progetto più ampio di valorizzazione del patrimonio anconetano, che prevede il riallestimento della Pinacoteca Civica "Francesco Podesti", attualmente chiusa per lavori di ammodernamento finanziati anche con fondi PNRR. La collezione, costituita nel dopoguerra grazie all'opera di Pietro Zampetti e alle precedenti azioni di salvaguardia di Pasquale Rotondi durante la Seconda Guerra Mondiale, rappresenta uno dei tesori museali più significativi delle Marche.

L'esposizione romana anticipa anche gli eventi culturali del Giubileo 2025, dimostrando come l'arte sacra possa continuare a parlare alle sensibilità contemporanee attraverso la bellezza e la profondità spirituale delle opere.

Allestimento

Informazioni per i visitatori

La mostra rimane aperta fino al 31 agosto 2025 con orario continuato dalle 9:30 alle 19:30 tutti i giorni, eccetto le chiusure del 1° maggio e 25 dicembre. Gli orari sono ridotti (9:30-14:00) il 24 e 31 dicembre.

Il biglietto integrato che consente l'accesso ai Musei Capitolini e alla mostra ha un costo di € 15,50 intero e € 12,00 ridotto per i non residenti a Roma, mentre per i residenti senza Mic Card il prezzo è di € 13,00 intero e € 11,00 ridotto. Diverse categorie beneficiano di riduzioni speciali e gratuità.

L'affluenza record testimonia l'interesse del pubblico per iniziative culturali di alta qualità che valorizzano il patrimonio artistico nazionale. La collaborazione tra Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina, Arthemisia e le istituzioni marchigiane rappresenta un modello virtuoso di sinergia territoriale al servizio della cultura.

Informazioni: Tel. 060608 (9:00-19:00) Siti web: www.museiincomuneroma.it, www.museicapitolini.org, www.arthemisia.it

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